Risultati indagine corso "Coordinatore didattico"

 
 

QUALITÀ E COMPETENZE DEL DOCENTE

Un'indagine su come si concepisce la professione da parte di un campione di insegnanti della Valcamonica e del Sebino

E' del tutto evidente che ogni riforma che si vuole introdurre nella scuola non può che partire dal corpo docente. Senza il coinvolgimento intellettuale ed emotivo degli operatori della scuola ogni intervento riformatore è destinato a fallire. Partire dai docenti significa quindi, innanzitutto, conoscere le loro opinioni, le loro pulsioni, le loro qualità e loro idiosincrasie.
Se ogni intervento legislativo fallisce miseramente senza il coinvolgimento dei protagonisti che lo debbono realizzare, ciò vale in primo luogo per la scuola dove "il prodotto" non è frutto di meccanismi tecnicamente governabili, ma soprattutto di volontà e di relazioni positive.

Per questo è indispensabile conoscere a fondo, prima di ogni azione che pretenda la collaborazione dei docenti, come gli stessi percepiscono la loro professione e qual è di conseguenza il grado di disponibilità psicologica all'innovazione. E' evidente che qualora l'opposizione all'intervento legislativo o organizzativo fosse diffusa, diventa indispensabile operare una "rivoluzione culturale" che conquisti agli obiettivi stabiliti coloro che in prima linea dovranno attuarli.

L'indagine effettuata non ha naturalmente la pretesa di dire "come la pensano gli insegnanti", sia per il campione limitato, sia per il campione atipico che è stato oggetto dell'indagine. In ogni caso mi pare che abbia fornito indicazioni interessanti.

Come si è proceduto:

  1. Ho selezionato 26 definizioni riguardanti la qualità e le competenze della professione docente, fra molte che erano state elencate in un lavoro di gruppo all'interno del corso per l'acquisizione della qualifica dirigenziale (Università Cattolica - Brescia 2);
  2. Ho sottoposto il questionario per la prima volta a Iseo in occasione di un corso di formazione per i docenti con l'incarico della funzione-obiettivo (5 maggio 2000, 31 interviste) e una seconda volta in occasione del Corso per coordinatori didattici promosso dal CCSS di Valcamonica (16 ottobre 2000, 40 intervistati). Gli insegnanti che hanno risposto appartengono a tutti gli ordini e gradi di scuola.
  3. L'intervistato aveva la possibilità di attribuire 8 giudizi:
    - due volte poteva attribuire alle affermazioni proposte la valutazione "molto importante" attribuendo due punti positivi;
    - due volte poteva attribuire alle affermazioni proposte la valutazione " importante" attribuendo un punto positivo;
    - due volte poteva attribuire alle affermazioni proposte la valutazione "indifferente" attribuendo un punto negativo;
    - due volte poteva attribuire alle affermazioni proposte la valutazione "di scarsa rilevanza" attribuendo due punti negativi.
    Mentre era obbligatorio scegliere le affermazioni condivise, si poteva evitare di attribuire i punteggi negativi.

I campioni selezionati sono solo parzialmente rappresentativi della categoria in quanto in tutte e due i casi l'indagine si è svolta fra docenti particolarmente motivati in quanto hanno assunto i compiti di coordinatori o di funzioni obiettivo. Nonostante questo limite (e molti altri che sarebbe lungo elencare), mi pare che l'indagine abbia portato a conclusioni di grande interesse e abbia messo in luce con chiarezza alcune posizioni tipiche della professione docente.

Il presente documento si divide in tre sezioni:
- i dati raccolti riuniti e disaggregati e i grafici;
- i commenti dei docenti di Breno che hanno discusso in gruppo i risultati seguendo una traccia di cinque domande;
- alcune conclusioni del relatore che ha condotto l'indagine.

A cura di Giancarlo Maculotti